Gli adeguati assetti: corollario di sana gestione aziendale

Ospitiamo un qualificato intervento di Enrico Ciammarughi (Dottore Commercialista in Roma AA2493, Revisore Legale n. 186252 con studio in Via Degli Aldobrandeschi, 48 – 00163 Roma, Cell. 338/7142692, Mail pec: enrico.ciammarughi@pec.it).

Il tema, attualissimo, è quello della nuova e ormai imprescindibile frontiera dell’organizzazione aziendale, vale a dire l’obbligo dell’imprenditore di istituire misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi, per poter così assumere le iniziative necessarie a farvi fronte.

  “Che l’attività di impresa fosse caratterizzata dal rischio e necessitasse dell’organizzazione lo sapevamo già!

  Basta leggere gli articoli 2082, 2086 e 2555 del codice civile per cogliere la parola magica: ORGANIZZAZIONE.

  Dal 15/07/2022 – però – l’art. 3 del Codice della Crisi d’Impresa rafforza questo concetto dell’organizzazione ed impone che  l’imprenditore individuale deve ADOTTARE misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie per farvi fronte” mentre l’imprenditore collettivodeve ISTITUIRE un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato – omissis – ai fini della tempestiva rilevazione dello stato di crisi e dell’assunzione di idonee iniziative”.

  Con il termine “istituire” si intende che le Società devono formalizzare le procedure interne e che devono assumerle con apposita assemblea.

  Questi presidi devono essere commisurati alla dimensione dell’azienda ed alle caratteristiche dell’impresa (criterio di proporzionalità).

  Ciò significa che NON ESISTE un modello prestabilito e ciascuna impresa deve confezionarselo su misura ma comunque sempre secondo le migliori regole dell’economia aziendale.

  Se l’Amministratore rispetta questa prescrizione, vale il principio dell’insindacabilità delle scelte di gestione (Business Judgement Rule ) ed i terzi non possono censurare – ex post – le scelte imprenditoriali assunte sulla base di un sistema informativo adeguato, anche se quelle iniziative non hanno avuto un ritorno economico soddisfacente.

  In assenza di tali presidi, invece, gli Amministratori (ed anche i Sindaci/Revisori) possono essere chiamati a rispondere, in sede civile, di mala gestio, costituendo, l’adozione degli assetti, un corollario di corretta amministrazione; In caso di default rischiano, in sede penale, la bancarotta.

  Tutti le Società DEVONO pertanto:

– Formalizzare le procedure da seguire in azienda;

– Istituire un organigramma funzionale dal quale emerga con chiarezza a chi sia attribuito il potere di rappresentanza e decisionale e quali siano i soggetti titolari delle funzioni e delle deleghe di firma;

– Adottare idonei sistemi informativi che “circolino tempestivamente” affinché possano essere prese decisioni informate.

– Istituire un sistema di controllo interno basato sull’analisi del rischio con una visione lungimirante (“forward-looking”).

  Effettuare il controllo di gestione guardando al passato (bilanci depositati) ed elaborando i vecchi MARGINI, i vecchi INDICI ed il cash-flow “del passato” non basta più!

  Per intercettare preventivamente i segnali di crisi, nel rispetto dell’attuale normativa, e preservare la continuità aziendale (GOING CONCERN) occorre pianificare la gestione con strumenti quali ….

– la BALANCED SCORECARD di Kaplan e Norton, due studiosi dell’Università di Harvard;

– il Business Plan economico;

– il Budget di Tesoreria;

– il Piano industriale che tenga conto anche di aspetti qualitativi (Analisi di scenario, Strategia, Clima Aziendale, Soddisfazione della Clientela, Utilizzo indicatori chiave di prestazione; i  c.d. KPI, acronimo di Key Performance Indicator)  …che nel bilancio e nella nota integrativa non vengono illustrati!

  Si prospetta pertanto un cambio epocale per la gestione aziendale, che dovrà essere supportata dalla consulenza di più professionisti, specializzati nelle diverse materie.

  Vedremo presto all’opera – anche per le società di ridotte dimensioni – Informatici, Risk Manager, Avvocati penalisti e civilisti, Commercialisti e Consulenti del Lavoro, organizzati in team coordinati, al servizio degli imprenditori che vogliono evolversi e rimanere saldamente al comando delle proprie imprese.”