L’acquisto di un immobile di edilizia agevolata e/o convenzionata: avvertenze per l’uso

Come sempre più spesso accade, quando si decide di acquistare un immobile, soprattutto quando lo stesso è la prima casa di abitazione, si cerca di trovare la formula economicamente più conveniente.

Ed in tale ricerca un primato indiscusso lo hanno gli immobili realizzati nell’ambito di un programma di edilizia convenzionata con il Comune di residenza, programma che si definisce anche agevolato quando è finanziato dallo Stato, attraverso le Regioni.

In tali casi, quella che, erroneamente, si ritiene essere un’ordinaria compravendita, acquista in realtà i connotati di una vicenda molto complessa. Infatti i fronti che si aprono sono molteplici e gli aderenti al programma edificatorio, molto spesso, non vengono informati compiutamente, dal costruttore e/o dalla società cooperativa di turno, dei termini dell’acquisto.

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Fatture per operazioni inesistenti: per la diminuzione di pena l’amministratore della società verificata deve contribuire al pagamento

L’articolo 13 bis del dlgs 74/00 prevede, com’è noto, che l’imputato del reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, per poter usufruire della circostanza attenuante capace di dimezzare la pena (che va da un minimo di un anno e mezzo a un massimo di sei anni) e per evitare le sanzioni accessorie interdittive, deve dimostrare di aver pagato tutto quanto previsto dall’accertamento del fisco, compresi interessi e sanzioni.

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Il giornale che aveva pubblicato l’accusa di malasanità deve dare la notizia dell’assoluzione del medico

Quando un paziente muore e i congiunti presentano denuncia per omicidio colposo contro i sanitari, spesso la notizia viene pubblicata sulla stampa con un certo rilievo, come caso di malasanità e, qualche volta, anche con nome e cognome del medico coinvolto.

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Bancarotta documentale: non è facile evitare la condanna addossando la responsabilità al commercialista

L’imprenditore non deve necessariamente essere esperto in materia tecnico contabile e, dunque, non gli si chiede di essere in grado di tenere, da solo e in modo corretto, la contabilità della sua impresa.

Ciò che la legge chiede all’imprenditore è di vigilare in modo costante e diligente, al fine di controllare che le persone a cui egli abbia affidato la tenuta della contabilità – soggetti forniti di specifiche cognizioni tecniche, sia in qualità di dipendenti che di liberi professionisti – operino in modo corretto.

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Abuso edilizio: quando si può evitare il sequestro dell’immobile

In caso di edificazione non autorizzata, oltre alle conseguenze sanzionatorie legate alla commissione del reato edilizio, ci si deve confrontare con l’ulteriore problema del sequestro del manufatto.

Sequestro che può essere di due tipi: preventivo o probatorio.

L’autorità procedente nel primo caso

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Sequestro preventivo di somme sul conto corrente della società per reati commessi dall’amministratore

Com’è noto, in caso di reato commesso dall’esponente di un ente (ad esempio dall’amministratore di una società), se il titolo dell’illecito lo prevede, può essere emesso un provvedimento di sequestro diretto del profitto del reato, da eseguirsi anche presso l’ente medesimo, ove il patrimonio dello stesso abbia tratto beneficio dal reato in parola.
Una delle principali matrici normative di tale fenomeno risiede nell’art. 322-ter del codice penale.
Di tale norma rilevano principalmente i seguenti incisi:
– “…è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la confisca di beni, di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto”
– “… il giudice, con la sentenza di condanna, determina le somme di denaro o individua i beni assoggettati a confisca in quanto costituenti il profitto o il prezzo del reato ovvero in quanto di valore corrispondente al profitto o al prezzo del reato”
In sostanza, il sistema normativo, nel caso che ci interessa, prevede la confiscabilità (e, dunque, prima ancora, il sequestro) dei beni della società, proprio in quanto persona non estranea al reato.
Problemi specifici sorgono quando il prezzo/profitto, come spesso accade, sia costituito da denaro giacente su rapporto bancario dell’ente.
In particolare Leggi tutto “Sequestro preventivo di somme sul conto corrente della società per reati commessi dall’amministratore”

Anticorruzione: denuncia di condotte illecite nella pubblica amministrazione, whistleblower, limiti e rischi del segnalante

Il Whistleblowing, com’è noto, indica quella particolare attività del pubblico dipendente (come pure del lavoratore di un’impresa privata che sia in particolari rapporti con la pubblica amministrazione) che, nell’interesse della pubblica amministrazione, segnala o denuncia condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del proprio lavoro.

Il pubblico dipendente che decide di esporsi a tale attività, lo fa per scelta volontaria, non essendovi obbligato, a meno che non ricopra particolari ruoli apicali previsti dal sistema anticorruzione.

Non solo, egli va incontro a qualche probabile incognita. Chi sceglie di esporsi, infatti, rischia di Leggi tutto “Anticorruzione: denuncia di condotte illecite nella pubblica amministrazione, whistleblower, limiti e rischi del segnalante”

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Trust e imposta di registro 

Secondo Cassazione, sez. V civile, n. 15469 del 13.6.18, l’atto costitutivo del Trust sconta le imposte di registro e quelle ipotecarie e catastali in misura fissa.

Si richiamano e confermano in proposito precedenti pronunce della stessa Corte, secondo le quali è da escludere che il conferimento dei beni in trust dia luogo ad un reale trasferimento imponibile.

Al contrario, il programma negoziale tipico di tale istituto prevede la mera segregazione dei beni, fino al trasferimento vero e proprio in favore dei reali destinatari.

Chiarisce la Corte che le operazioni di carattere patrimoniale, rilevanti ai sensi dell’art. 43, 1° co. lett. h dpr 131/1986, sono quelle in cui vi è un ammontare di corrispettivi in denaro pattuiti per l’intera durata del contratto, i quali costituiscono la base imponibile.

Nel caso del trust, invece, non essendovi prestazione o corrispettivo a carico del trustee, non può parlarsi di operazione a carattere patrimoniale nel senso sopra richiamato, tale da essere soggetta all’imposta proporzionale ai sensi dell’art. 9 della tariffa.

 

Accesso da parte di Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza alle informazioni in materia di antiriciclaggio

Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri, 16 5 18, il decreto legislativo di recepimento della direttiva n. 2016/2258/UE, che prevede l’accesso, da parte delle autorità fiscali (per noi Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza), alle informazioni in materia di antiriciclaggio, raccolte e conservate dai soggetti tenuti all’adeguata verifica, fra cui principalmente gli intermediari finanziari.

Nello specifico, la direttiva prevede che sia disposto per legge, con decorrenza dal 1 gennaio 2018, l’accesso da parte delle autorità fiscali ai documenti e alle informazioni in materia di adeguata verifica della clientela e con riferimento alla titolarità effettiva di società e altre entità giuridiche fra cui i trust.Per lo stesso fine potrà essere esercitato l’accesso all’apposita sezione del Registro delle imprese.

Tali dati potranno essere utilizzati, attraverso appositi servizi di collegamento, per lo scambio di informazioni fra stati membri.

Per i primi approfondimenti, http://www.governo.it/sites/governo.it/files/Relazione%20Illustrativa_3.pdf

In vigore le nuove tabelle per i compensi degli avvocati 

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entrano in vigore oggi, 27 aprile 2018, le modifiche apportate dal Ministero della Giustizia alle tabelle per la determinazione dei compensi per gli avvocati.

Il Parlamento Europeo estende la IV direttiva antiriciclaggio alla gestione dei portafogli virtuali

Esteso l’ambito di applicazione della IV direttiva ai prestatori di servizi di cambio tra valute virtuali e valute legali e ai prestatori di servizi di portafoglio digitale. Stabilite regole più stringenti per le piattaforme di valute virtuali e carte di credito anonime prepagate al fine di controllare l’uso delle valute virtuali.

La domanda di equa riparazione per irragionevole ritardo nella definizione del giudizio può essere proposta anche prima della conclusione del procedimento

La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale la “legge Pinto”, nata per prevenire e indennizzare i ritardi causati dalla lentezza della giustizia, quando non prevede che la domanda di equa riparazione possa essere proposta in pendenza del procedimento in cui è maturato l’irragionevole ritardo.

 

Per approfondimenti 

Frodi Iva: la prescrizione del reato dopo la sentenza Taricco 2

La Corte di Giustizia UE, sollecitata dalla Corte Costituzionale, ritorna sul tema dei termini di prescrizione delle frodi Iva e precisa meglio i limiti della propria prima pronuncia.

Tale prima sentenza aveva disposto una possibile disapplicazione della normativa italiana sulla prescrizione, in quanto troppo lassista e per questo non idonea a costituire un serio deterrente per quei gravi reati che, sottraendo gettito Iva – imposta destinata a far fronte agli obblighi di contribuzione degli stati membri – danneggiano gli interessi finanziari dell’Unione.

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La lunga e tormentata storia della responsabilità penale del medico alla prova dell’ultimo capitolo, scritto dalle Sezioni Unite del 21 12 17

Fino a una trentina di anni fa la giurisprudenza penale in tema di colpa medica, con riferimento ai delitti di omicidio colposo e di lesioni colpose causati da imperizia (non quindi nei casi di pura negligenza o imprudenza), ne limitava la responsabilità alle ipotesi di colpa grave. Tale orientamento si rifaceva all’articolo 2236 del codice civile, il quale, com’è noto, prevede che il professionista intellettuale, ove la prestazione implichi la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, non risponde dei danni, se non in caso di dolo o di colpa grave.
Si trattava, in sostanza, di una trasposizione della norma civilistica in area penale, operazione che poteva dirsi legittima (e come vedremo, almeno in parte, lo può tutt’ora) seppure nei limiti dell’ambito di riferimento, che sono quelli della dedotta violazione delle leges artis e con riferimento alla soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà.
In questo senso, la detta trasposizione era stata avallata dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 166 del 1973.
La detta risalente giurisprudenza, però, aveva raccolto critiche di eccessiva benevolenza, avendo finito per ritenere che l’area del “problema tecnico di speciale difficoltà” fosse l’ordinario terreno di svolgimento della professione medica, la quale doveva essere esentata da pena per le ipotesi di colpa non grave.
Tale indirizzo è stato quindi rivisto dalla successiva giurisprudenza di legittimità, che, negando l’applicabilità dell’art. 2236 c.c. al diritto penale, ha affermato che nella materia in questione debbano trovare spazio solo gli ordinari criteri di valutazione della colpa di cui all’art. 43 c.p. Leggi tutto “La lunga e tormentata storia della responsabilità penale del medico alla prova dell’ultimo capitolo, scritto dalle Sezioni Unite del 21 12 17”