come scegliere l’avvocato giusto

Il vero problema nella scelta di un avvocato è quello di saper interpretare i segnali dai quali poter capire di essere capitato nelle mani della persona giusta.

Occorre prima di tutto tenere presente che il diritto non è una scienza esatta: a un problema non corrisponde quasi mai una soluzione sola.

Qualsiasi caso presenta ineliminabili margini di opinabilità.

Ciascuno, per quanto privo di una formazione giuridica specifica, potrebbe trovare una risposta generica in rete ma la vera differenza la fa la divisione dei ruoli professionali e la specializzazione del lavoro, tratto tipico dell’economia moderna.

A questo si deve aggiungere la necessità di conoscere gli aspetti pratici di una macchina complessa e spesso inefficiente come quella della giustizia. Cosa possibile solo attraverso una quotidiana frequentazione dei tribunali.

E’ proprio per queste ragioni che, alla fine, ciò che più conta è la personalità del singolo avvocato: intuito, serietà, capacità relazionale, onestà intellettuale, competenza, sono solo alcune delle attitudini da ricercare e da apprezzare.

Un buon avvocato non si dedica solo a interpretare il diritto ma anche la personalità del cliente e le particolarità della sua storia, tratti che emergono in modo proficuo solo attraverso un numero congruo di incontri.

L’avvocato ideale deve saper dedicare tutto il tempo necessario ai colloqui con il proprio cliente. Solo così può nascere e consolidarsi un vero rapporto confidenziale.

L’esperienza insegna che i risultati migliori si ottengono attraverso l’esercizio di un vero rapporto fiduciario, un’interazione seria e approfondita.

In quest’ottica si capisce come valutare l’avvocato sulla base del prezzo possa rivelarsi un grave errore.

Lo stesso rischio lo corre chi pensa che l’avvocato migliore sia quello furbo e disonesto.

Ecco alcuni segni potenzialmente rivelatori di una buona scelta:

  • Mi concentro sui dettagli dei nostri primi incontri e cerco di capire se l’avvocato sia più interessato ad acquisire l’incarico o più incuriosito da me e dalla mia vicenda umana
  • Valuto il livello di attenzione che mi dedica durante l’incontro e se interrompe continuamente la conversazione per parlare al telefono o fare altro
  • Sto attento al livello di riservatezza quando, in mia presenza, parla di altri casi
  • Considero il grado di congruenza fra l’esperienza che dichiara di avere nella materia che mi interessa e la chiarezza e la concludenza delle argomentazioni con cui la inquadra
  • Guardo il suo sito web e faccio una rapida comparazione fra le materie di cui lo studio dice di occuparsi e il numero degli avvocati che vi figurano: sono da evitare gli avvocati che affermano di occuparsi da soli di tutto lo scibile giuridico
  • Rilevo l’onestà con cui l’avvocato mi dice, in modo diretto, di aver bisogno di approfondire la questione prima di formulare una risposta al quesito giuridico che gli ho posto
  • Valuto la prudenza con cui elabora una prognosi
  • Dopo il primo incontro mi faccio il test del transfert, che consiste nel domandarmi se dopo aver parlato con l’avvocato mi sento più leggero.

Se le riflessioni che precedono hanno dato un esito incoraggiante, sarà tempo di passare al preventivo.

Solo adesso, perché, come si è cercato fin qui di chiarire, prima si sceglie il professionista che si ritiene meritevole di fiducia e poi si cerca di capire quale sia il corrispettivo proporzionato all’opera richiesta.

L’importante è che la scelta dell’avvocato non avvenga prioritariamente sulla base del prezzo. Pena la successiva quasi sicura insoddisfazione del cliente (e anche del professionista).

La disamina di un preventivo, del resto, dovrebbe avere la sua fisiologica funzione nel consentire al potenziale cliente di capire se valga la pena di affrontare una determinata spesa per una certa causa e se egli sia realmente in grado di farlo.

Non certo la funzione di raccogliere più prospetti per poi andare da chi ha chiesto di meno.

I servizi, tanto più quelli professionali, non sono come le merci: fra due articoli identici la differenza la fa il prezzo, mentre due prestazioni professionali non potranno mai essere uguali.

Leggi le regole sul preventivo